IL CASTELLO DI PIETRAGALLA
Lo stupendo castello di Pietragalla ha oltre sei secoli di vita ed è ornato da finestre con capitelli; nell'interno, fino a qualche tempo fa, accoglieva armi antiche e quadri di Luca Giordano e di altri maestri di buona scuola napoletana.
Dovette essere ricostruito dopo il 1456, essendo stato distrutto dal tremendo terremoto di quello stesso anno che sconvolse lintera Basilicata, che rase al suolo pure la vicina cittadina di Casalaspro, i cui abitanti superstiti racconta una leggenda si riversarono appunto a Pietragalla e lavorarono sia alla ricostruzione del castello che delle nuove case, che potessero accoglierli.
L'antica rocca richiama l'eroica resistenza del popolo pietragallese, che nel 1861 si raccolse tra le sue mura per difendere e sgominare le orde di duemila briganti comandate da Borjes e da Donatello Crocco.
"Era il 16 novembre 1861 si comprese che era da aspettarsi da un momento all'altro l'arrivo delle orde brigantesche. I più notabili signori del paese si riunirono, si decise di opporre ostinata resistenza. Si pensò che, essendo il paese sparpagliato, da tutte le parti, e però non facile a guardare convenientemente, il meglio che si poteva fare era di concentrare la difesa in un sol punto. Si prescelse il Palazzo Ducale sia perché capace di contenere molta gente, sia perché esso forma come l'acropoli del villaggio e lo domina quasi tutto.
Poco dopo vespro si dispose che tutti i vecchi, i fanciulli e le donne delle famiglie più notabili, che sarebbero stati i più esposti alle violenze brigantesche, si raccogliessero nel Palazzo Ducale, col più necessario".
Il castello fu ripetutamente assalito dai briganti, che tentarono in ogni modo di entrarvi, ma i Pietragallesi resisterono valorosamente, compiendo numerosi atti di eroismo.
Tra questi si ricorda di aver salvato unanziana nobile dallessere sgozzata proprio da Carmine Crocco; costui, mentre stava affilando il coltello, fu distratto da un bambino che tentò di abbassargli i calzoni. Fu allora che un pietragallese riuscì a sottrarre la nobile donna rinchiudendosela in casa e nascondendola in un baule.
Nella notte, poi, alcuni nobili, per la prima volta insieme ai popolani, scacciarono alcuni cavalli dei briganti, che erano allo stato brado per abbeverarsi.
Per più di sedici ore la resistenza e la tattica difensiva di pietragalla ha resistito al desiderio di violenza e vendetta dei briganti, sino a quando non giunsero rinforzi da Acerenza e da Potenza e i briganti furono sgominati.
(di P. Rescio)