IL CASTELLO DI CANCELLARA

Di Cancellara, nella storia, si conosce pochissimo. Dovremo trovare un documento che parla indirettamente del territorio di Cancellara a proposito di Brindisi di Montagna dove, intorno al 1535, una colonia di Albanesi provenienti da Corona (Grecia) ripopolarono il luogo in cui sorge un maestoso castello che si eleva su di una rupe rocciosa.

Cancellara

Il castello, di cui il nucleo più importante è formato da una torre a pianta quadrata, era precedente ad una riparazione del 1240 (reparari potest per homines) dovuta agli abitanti di Brindisi, Pietrapertosa, Trifoggio, Castelmezzano, Castel Bellotto, Campomaggiore, Trivigno, Lauricselli (Lauriosello, presso Cancellara), Accettura, Rodie, Gallipoli Cognato, Garaguso ed Oliveto.

Oggi il castello, in realtà una dimora baronale, si presenta con più corpi di fabbrica giustapposti ed un muro di contenimento, che fanno pensare ad un periodo di ristrutturazione nel XVI secolo.

Alcuni anziani raccontano che questo castello fosse più grande dell’attuale, in considerazione del fatto che ad esso, forse, si univa una cinta muraria che racchiudeva il paese e, quindi, riusciva a difenderlo. Sta di fatto che non è inusuale che si sia conservato solo la dimora principale, mentre le altre superfici furono adibite ad abitazioni private.

Cancellara

Si racconta che quando fu costruito il castello, l’architetto, ignoto, volle costruirne ben 365, numero che ricorda i giorni dell’anno. Forse perché così il barone poteva goderne la luce da ogni angolo.
A proposito della luce vi è un aneddoto molto interessante; pare che ancora oggi, qualcuno conosce una stanza del castello dove non compare per niente la luce. Molti hanno tentato di illuminarla, ma non c’è stato nulla da fare.

Alcuni abitanti di Cancellara pensano che ivi fosse l’inizio dell’Inferno e, per questo, non tutti pensano di trovarla per non finirci direttamente da vivi.

Oggi quasi nessuno conosce questa leggenda, che solo pochi hanno il privilegio di raccontarla.

(di P. Rescio)