IL CASTELLO DI BALVANO
Nel castello di Balvano, un bel castello cinquecentesco posto in alto sul borgo antico, cerano due cuoche, una giudiziosa e modesta, laltra ficcanaso e pettegola, capace di creare situazioni anche spiacevoli.
La cuoca buona, sempre spiata dall'altra rivale che
voleva farsi sempre buona luce nei confronti della moglie del castellano,
seccata dell'atteggiamento dellaltra, prese consuetudine di chiudersi in
ogni camera del castello durante le faccende.
Laltra, per farle dispetto,
con un incantesimo si trasformava in una gatta. Così facendo, pensava di
non farsi vedere, di continuare a lavorare e di spiare finalmente la
collega.
Una mattina, appena ritornò da gatta a donna, le chiese: Comare quanto vi sono costati gli orecchini d'oro che avete riposto nel comò?.
La vicina, sorpresa nel sentirsi rivolgere la domanda, le diede la risposta che desiderava.
Un altro giorno, saltando giù dal finestrino, si arrampicò sui fornelli e leccò la teglia dove era a cuocere il pranzo. E poco più tardi domandò all'amica: Sono davvero gustosi i maccheroni col sugo di lepre?.
La comare di carattere riservato restò ancora di stucco per come la collega sapesse tutto, e non riusciva a capire come faceva. In effetti, conoscendo l'attività di fatucchiera della cuoca, le venne il sospetta che quella gatta nera fosse la sua amica, e volle vendicarsi.
Una domenica, mentre stava scolando la pasta per il castellano, vide la falsa bestiola e le versò addosso l'acqua bollentissima. La gatta fuggì come una forsennata miagolando.
Trascorso un pò di tempo, ricomparve la comare intrigante tutta fasciata e l'altra domandò cosa le fosse accaduto. La furba rispose che mentre scolava la pasta un topo le era passato fra i piedi e le aveva fatto cadere lacqua bollente.
Da allora, si racconta, nel castello di Balvano non girano più gatti, anche se è stato per anni abbandonato.
(di P. Rescio)