IL CASTELLO DI LAVELLO
Una leggenda tramanda che un certo Arnolino, "lombardo", al quale venne affidata Lavello durante la spartizione del Regno normanno avvenuta a Melfi, costruì la prima fortezza della città.
Oggi si presenta come una costruzione quasi quadrata, robustissima, con un vasto cortile centrale, di probabile costruzione angioina. In origine aveva due ingressi: uno a nord (ora murato) e laltro, ancora esistente, ad ovest. Vi erano cinque finestre al primo piano e quattro al pianterreno; sette finestre al primo piano e sei a pianterreno nella facciata di prospetto. Il loggiato dellangolo Sud, con soli tre archi, fu aggiunto successivamente, come ancora dopo fu costruita la torre allangolo nordovest; certamente l'uno e l'altra insieme alla "scarpa" per ragioni di innovazione nelle tecniche costruttive.
In seguito furono adattati i balconi al posto delle finestre e ricostruito il loggiato con cinque archi.
Ad Arnolino la tradizione fa pure risalire la costruzione di due gallerie sotterranee; si racconta che una di queste trovi luscita molto lontano dal castello e fuori dallabitato di Lavello, in una contrada chiamata Fontana dell'Orso; probabilmente serviva da cunicolo per gli abitanti del castello, in caso di estremo pericolo, ma sembra che il rinvenimento di alcuni scheletri e di armi, verso lestremità della galleria, sembra riecheggiare altri eventi più oscuri.
Laltra gallerie, invece, si dirigeva al di sotto di una chiesa e, attraverso di essa, passavano le giovani spose sulle quali il signore del castello usava del suo diritto della prima notte.
Una tradizione vuole che un certo signore del castello, conosciuto come Bassettino, pretendeva che le giovani spose lungo il percorso sotterraneo si denudassero lentamente e per ogni indumento lasciato cadere ne dicessero il nome e quindi aggiungessero: "Ecco, o mio Bassettino, ecco a te vengo, son tua; già pronto è il mio petto per te".
Le fanciulle dovevano arrivare alla fine della galleria già nude, quindi entravano in una camera da letto arredata sontuosamente, ma alle cui pareti erano esposti dipinti scandalosi.
Accadde, però, che un giorno erano già pronte, ma Bassettino non riuscì a concludere la sua notte damore, perché bastò che la prima e la seconda sposa raccontassero la loro esperienza e dimostrassero che erano uscite così come erano entrate, perché tutte le altre spose, facessero finte di concedersi a quel diritto che Bassettino non era in grado di prendersi.
Si racconta, inoltre, che il Bassetino ne avesse uccisa qualcuna per odio verso le donne, ed ecco perché il cunicolo sembra essere ricolmo di scheletri.
Il castello di Lavello, oggi sede del Municipio, conserva anche una stanza senza porte: A tal proposito si racconta che solo da una piccola finestra si può vedere l'interno della stanza, completamente spoglia di qualsiasi arredo.
La leggenda tramanda che uno dei signori del castello, ancora nel pieno della sua giovinezza, stava per morire; durante lagonia, arrivò una specie di mago che gli disse: "Scommetto che tu vuoi vivere, è vero? Poiché sono un mago buono, ti accontenterò; però tu devi far questo: devi costruire una stanza senza porte e con una sola finestra, ma che sia piccolissima. La devi costruire tu dallinterno e, se ne saprai uscire, vivrai ancora per cento anni".
Il signore stava per morire perciò, senza paura e con coraggio, si alzò dal letto e costruì la stanza in brevissimo tempo, ma dopo aver terminato, il mago lo incitò: "Pensaci, e vedrai che è facilissimo uscire; pensaci!". E il signore si mise a pensare, a pensare, mentre il mago continuava ad incitarlo dicendogli: "È facilissimo!". Ma il signore non riusciva e allora il mago, gli disse come doveva fare. E il signore: "Come sono stupido! Era così semplice! Grazie, mago!". E uscì; ma non volle dire a nessuno la soluzione datagli dal mago. E così lasciò tutti con il desiderio di conoscere la soluzione dellenigma.
(P. Rescio)