IL CASTEL BELLOTTO

Al castello di Bellotto, presso Laurenzana, si presentò un giorno un turco riccamente vestito, su un cavallo così bello e perfetto che soltanto toccandolo ci si rendeva conto che non era un semplice animale.

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Il nuovo arrivato giunse al feudatario del casale, si inchinò rispettosamente e disse: “Signore, anche se in questa bella e suggestiva Terra di Basilicata avete sicuramente visto tutto, non mancherete di osservare il cavallo che possiedo”.

Il signorotto si avvicinò, osservò l’animale e disse: “Vedo bene che il tuo cavallo è molto bello, ma non è paragonabile alle suggestioni della mia terra sia d’inverno che d’estate”.

“Certo, signore –disse il turco–, ma vedete… questo cavallo è in grado di portare il suo padrone in alto, in cielo…”.

“Se così è –disse il signorotto– dimmi quanto vuoi per questo cavallo”.

Il turco, allora, rispose: “Il cavallo glielo regalo, Signore, a patto che mi maritate con vostra figlia Flora”. “Nel mentre che rifletto, anche se sei così insolente per l’estrema pretesa, fammi provare il cavallo”. Salì in groppa, ed il cavallo iniziò a volare e a sovrastare il Camastra come un angelo.

Visitò paesi vicini e lontani alla sua terra; visitò prima Laurenzana, poi Albano, i boschi di Garaguso e di Salandra; in Puglia vide le Murge, in Calabria S. Donato, e poi oltre i mari conosciuti sino alla grande moschea.

Passò del tempo e il signore di Bellotto iniziò a stancarsi di quel viaggio; decise di ritornare, ma al posto del regno vide qualcosa di diverso: una grande città con case tutte attaccate l’un l’altra.

Si racconta che durante quel volo erano passati dei decenni, anzi secoli e il signore musulmano di Bellotto vide che parte degli abitanti dal buon cuore erano discendenti di quel turco e di sua figlia Flora, ma per gli altri l’odio imperava nella sua Terra di Lucania.

Fu così che il signore di Bellotto viene visto, ogni tanto, volteggiare fra le montagne in groppa al suo cavallo.

(di: P. Rescio)