IL CASTELLO DI MURO LUCANO
Pare che questo castello fosse già stato costruito prima della conquista normanna, cioè intorno allVIII secolo, anche se lattuale architettura sembra attribuirgli una cronologia al XIV-XV sec.
Si pensa, quindi, che facesse parte di un complesso sistema di fortificazioni che gravitavano sulla montagna del Vulture, allindomani del fenomeno di colonizzazione longobarda e bizantina che interessarono il territorio, che allora gravitava nellarea pugliese.
Si racconta che in questa antica fortezza avvenne un atroce e misterioso assassinio, quello della regina Giovanna I per ordine di Carlo di Durazzo, verso la fine del secolo XIV.
Non tutti gli studiosi, però, sono concordi sul fatto che il castello di Muro Lucano fu luogo dove avvenne il delitto, come, del resto, anche sul modo in cui la regina fu assassinata.
Il popolo vuole il castello come luogo di pericolosi trabocchetti e paurosi sotterranei, nei quali la spietata regina faceva sparire i suoi amanti dopo una notte damore.
Nel 1477 re Ferrante d'Aragona vendette Muro con il relativo feudo a Matteo Ferrilli, il cui successore, il figlio Giacomo, non avendo alcun erede, concesse alla figlia Beatrice tutti i suoi possedimenti. Questa sposò Ferdinando Orsini, duca di Gravina in Puglia, e quindi, dal 1530 in poi e fino allabolizione del feudalesimo, il castello appartenne agli Orsini.
Il tremendo terremoto del 1694 danneggiò lintero complesso in maniera disastosa, facendo crollare lintero ultimo piano. Fu così che, probabilmente, le nuove costruzioni fatte eseguire dagli Orsini e le profonde modifiche strutturali apportate nellultimo secolo fino ai nostri giorni gli hanno dato laspetto attuale.
Il vasto edificio, anche se non sembra costruito con piano prestabilito, sembra adattarsi alla morfologia della roccia su cui sorge.
Il cortile è di forma molto irregolare e conduce, per mezzo di una gradinata, ad un altro cortile dalla forma rettangolare circondato da porte che immettono in locali adibiti a depositi. Entrando in questo secondo cortile si nota una cisterna scavata nella roccia. A sinistra vi è una scala che conduce verso la Gran Torre, mentre sulla destra c'è la grande scala a rampe, per la quale si saliva, da un lato, in due grandi vani che, uniti insieme, formavano il teatro; dallaltro lato si accedeva allappartamento nobile, crollato durante il terremoto del 1694.
Nella vastissima sala darmi si entrava da una grande portale che si apre sulla destra, situato allestremità del primo cortile.
Dalla sala si accedeva al cosiddetto "appartamento del principe", formato da tre grandi camere, con un oratorio detto del Cardinale; a sinistra, in altri vani grandi e piccoli, dallultimo dei quali si usciva su di un giardino pensile.
(di P. Rescio)