IL CASTELLO DI CALCIANO

Nessuno conosce l’origine di Calciano. L’interpretazione del toponimo riporterebbe alla presenza, nel territorio, di materiale da costruzione, oppure da "Gaudianum", altomedievale, che indica una presenza longobarda e di un paesaggio ricco di foreste.

Calciano

Forse si tratta –ma è tutto da verificare– dell’antico casale fortificato di Andriace, un insediamento che i documenti attestano donato nel 1068 Roberto di Montepeloso (Irsina) al vescovo di Tricarico, per passare alla Badia di Santa Maria di Banzi. Una carta indica i confini di Andriace riprendendoli da una carta dell 1100 esibita in un giudizio nel 1774: "… dalla porte di Petrolla, dal fiume Salandrella come va per Porticella sotto i monti Jugali e va per Portella e per Alvano con retrocorso va al vallone che mette capo alla pianura, cominciando a Matina e va al vallone detto Saponara fino a confini di Bellicoro (Policoro). Dalla terza parte, da’ confini di Bellicoro per Jugones al fiume Salamandra".

L’insediamento fu venduto nel 1354 al vescovo di Tricarico. Il casale, che mutò la propria denominazione in Casale di San Pietro, risulta disabitato nel 1575, periodo in cui il villaggio risulta ancora abitato in quell’area che gli abitanti di calciano indicano, appunto, la "Calciano Vecchia".

Qui, tra le numerose e splendide grotte del vecchio insediamento, alcuni narrano che fu costruito il Monastero di S. Pietro, l’unica costruzione vera e propria di Calciano Vecchia.

Sembra che solo più tardi, però, un signore del luogo scacciò i monaci cattivi e si insediò nel monastero trasformandolo in castello o dimora baronale.

(di P. Rescio)