IL CASTELLO DI GANNANO

Nel castello di Gannano di Sotto, una bellissima masseria fortificata in agro di Stigliano, vivevano due fratelli: uno ricco di nome Giuseppe, e l’altro povero di nome Tommaso. Costui si recò, dal più grande per chiedergli qualcosa da mangiare, e prontamente gli fu offerto un intero maiale. Ma la moglie di Giuseppe che era egoista ed antipatica, rimproverò il marito per quel ricco regalo, e lanciò a Tommaso una maledizione: “Che tu possa andare a mangiartelo con la grandissima diavola!”.

Gannano

Il povero Tommaso, come si sentì addosso il maleficio, anziché prendere la strada di casa, si mise alla ricerca della grandissima diavola. Caminina e cammina, gli apparve un vecchio al quale chiese “Ci vuole, molto per trovare la diavolessa”. E il vecchio disse: “Devi scendere trecento gradoni nel fondo della vallata e allora quella ti domanderà: Hai visto qualcuna che è più bella di me?, E tu dovrai rispondere: ho camminato, ho incontrato per monti e per mari e mai ho incontrato qualcuna più bella di te”.

“Giunto all’ultimo dei trecento gradoni, Tommaso bussò alla porta e la grandissimà diavola gli chiese: “Che vuoi?”. Ed egli rispose: “Ti porto questo maiale per poterlo mangiare in tua compagnia”. La diavolessa, bendisposta per quella gentilezza, lo fece accomodare, arrostirono il maiale e alla fine del pasto gli regalò un fazzoletto aggiungendo: “Ciò che desideri con questo lo avrai”.

Tommaso piegò in quattro il fazzoletto e, arrivato, a casa dalla moglie le disse: “ Maria, appicca il fuoco alle masserizie”. E Maria, stupefatta: “Se appicco il fuoco come faremo a sedercì e a dormire, marito mio?” “Fai come ti dico, non ti preoccupare”.

La moglie obbedì e il marito, toccando il fazzoletto, pronunziò: “Voglio un palazzo più grande di quello del re”. E subito apparve il palazzo, completo di mobili, tappeti, cavalli e carrozze. Tommaso saltò in una di queste per andare a invitare la cognata ed il fratello.

L'avara cognata, con tanto di occhi sgranati, volle sapere da Tommaso come avesse fatto a cambiare la sua vita. E Tommaso, ingenuo, raccontò tutto per filo e per segno. Allora la donna, che si riteneva più astuta della diavolessa ordinò al marito di fare la stessa cosa. Giunto a destinazione, la grandissima diavola, che abitava poco distante da Gannano, accolse con un ghigno il dono e domandò a Giuseppe che cosa avesse spinto a donarle un maiale; Giuseppe disse che la moglie avrebbe desiderato un fazzoletto capace di trasformare ogni cosa che toccava.

“Certo”, rispose la diavolessa, “certo, eccoti accontentato, ma devi dirle che deve toccarsi come faccio io adesso”. Gli toccò la fronte con la bacchetta, e Giuseppe, tornò a passo veloce dalla moglie. Le sfiorò la fronte con la bacchetta e, all’istante, la donna fu tramutata in oro e chiuse per sempre gli occhi.

(P. Rescio)