IL CASTELLO DI SANTO SPIRITO

Nella masseria fortificata di Santo Spirito, nei pressi di Stigliano, c’era una donna che mentre era incinta fu colta improvvisamente dalla voglia di un vaso di fiori. Venne il momento del parto e mise al mondo una magnifica pianta di rose.

Santo spirito

La poveretta molto soffrì di questo evento, ma non potendovi rimediare in alcun modo, circondò di cure la sua creatura né più né meno che se fosse stata una bambina. Ed ecco che un giovane facoltoso che abitava in quei pressi prese di mira il bel vaso e chiese alla donna di venderglielo. La donna, afflitta dalle ristrettezze in cui viveva, fu costretta a cederglielo, e anche a buon mercato. Ma fece male, come potrete giudicare, perché la rosa si apriva sempre più e nascondeva una vaghissima fanciulla.

Una mattina, mentre il giovane innaffiava la pianta, comparve tra i petali il suo viso: due occhioni neri, una bocca piccolina, una chioma fittissima.

Il giovane, stupefatto, le domandò chi fosse, ed ella rispose: “Sono la donna di fiore e sarò tua purché non mi tocchi fino al momento in cui non te lo dirò io”.

Intanto la madre del giovane stava pensando a una sposa degna del figliuolo e molte gliene proponeva, ma quegli via via le rifiutava ora dicendo che non si sentiva pronto per il matrimonio, ora che la ragazza non gli piaceva, ora che avrebbe fatto da sé la sua scelta. Sen-nonché la madre, più ostinata di un tarlo, tanto disse e tanto insistette che al giovane fu giocoforza acconsentire a una delle proposte più vantaggiose.

Durante il fidanzamento, per un motivo che non sappiamo, il giovane dovette allontanarsi da casa per alcuni giorni e lasciò alla madre l’incarico di curare la pianta, imponendole inoltre di non far entrare chicchessia nella sua stanza e di non suonare il campanello che era accanto al vaso.

Una sera, però, venne in visita la promessa sposa e pregò con insistenza la futura suocera di farle vedere la stanza del fidanzato; e quella, pur ricordando le avvertenze del figliuolo, le permise di entrare raccomandandole tuttavia di non toccare il campanello accanto al vaso. Parole al vento! Appena si trovò sola, la ragazza, vinta dalla curiosità, si diede a scampanellare. Comparve la donna di fiore e questa, accorgendosi che c’era un’estranea nella stanza, si affrettò a rinserrarsi tra i petali.

La promessa sposa, sconvolta per quella apparizione, afferrò il vaso e lo lanciò dalla finestra, e a malapena poi si poterono ricomporre i cocci in modo da sorreggere la rosa che si era miseramente sciupata.

Quando il giovane fu di ritorno, entrò di corsa nella sua stanza e suonò tre volte il campanello, ma solo dopo molto tempo la donna di fiore apparve dolorante e contusa; gli raccontò la sua storia, lo rimproverò di averla lasciata sola e aggiunse che non sarebbe mai più comparsa se egli non avesse rotto il fidanzamento con la rivale.

A queste parole il giovane cercò di placarla, promise di liberarsi di colei che non amava e andò a protestare con la madre per il suo comportamento, precisando che egli aveva già la sua sposa e non desiderava sentir parlare di altre donne: e si affrettasse piuttosto ad accelerare i preparativi delle nozze.

Giunse finalmente quel giorno. Tutto era predisposto e gli invitati che affollavano la casa si domandavano con curiosità chi fosse mai la prescelta.

Quand’ecco nel momento in cui si doveva andare in chiesa si apre la porta di una stanza e compare in un fascio di luce, tra la meraviglia dei presenti, la donna di fiore. In mezzo agli ospiti che la festeggiavano e si complimentavano c’era anche la madre della famosa voglia che, non si immaginava potesse diventare realtà. Dopo che la fanciulla fu riconosciuta naturalmente dalla madre, elle stessa si avvicinò a suo marito dopo la cerimonia e disse: “Ora sono tua”.

(di: P. Rescio)