IL CASTELLO DI MONTELEONE
Nel casale di Monteleone presso Matera cera un ragazzo terribilmente svogliato che una mattina disse al padre: Non voglio più andare a scuola, preferisco fare il calzolaio. Il padre acconsentì. Dopo poco tempo che aveva cominciato quel mestiere si punse la mano con la subbia e si lamentò col genitore: Padre mio, non voglio più fare il calzolaio. E che vorresti fare? chiese il bravuomo. Voglio imparare larte del sarto. E sia, rispose quello con mitezza.
Un giorno, mentre il ragazzo cuciva a macchina gli accadde dinfilare il dito sotto lago e in seguito a ciò pianse e giurò che non voleva più fare il sarto. E che intenderesti fare?, volle sapere il padre. Il falegname. E fai pure larte di San Giuseppe approvò il vecchio.
Nel corso del nuovo mestiere una sera dinverno, mentre piallava, si ferì a sangue il pollice. Tornato a casa disse al padre: Non mi giudicare male, ma io non voglio morire per il lavoro.
E quegli replicò: Se non lavori non mangi. E il figlio: E io non voglio né mangiare né lavorare. Vedremo come farai accondiscese bonario il genitore.
Passò il primo giorno, passò il secondo, il terzo, il quarto e alla fine, sdilinquito dalla fame, il ragazzo si arrese: Padre mio, voglio mangiare e lavorare. Ebbene, prendi la vanga e seguimi in campagna rispose il vecchio mettendo nella bisaccia pane, pecorino e olive.
Il ragazzo vangò dallalba al mezzodì senza soste, poi si rinfrescò allacqua del pozzo come aveva visto fare al vecchio, sedette accanto a lui allombra di un carrubo e addentò la colazione: Quanto è saporito pane e cacio rise a bocca piena dopo la fatica!.
(di: P. Rescio)