IL CASTELLO DI VALSINNI
Visitare il castello di Valsinni significa riportare e rievocare la nobile figura e la pietosa storia di Isabella Morra, poetessa dalle poche, ma calde pagine, vibranti tutte di un affetto vero e potente.
Il castello di Favale sorgeva in luogo alpestre e selvaggio, non molto discosto dal mare, sopra il fiume Sinni. Fu questo che diede il nuovo nome alla terra, che oggi si chiama Valsinni.
Il feudo baronale dipendeva dai Sanseverino, principi di Salerno, grande famiglia con la quale i Morra vantavano comune origine normanna. Il primo feudatario di Favale fu Antonio Morra, il cui figlio, sposando Luisa Brancaccio, genera, oltre a sette fratelli, la piccola Isabella
Isabella cresceva sana nellamore della poesia. Lettrice assidua di poeti, grande sognatrice di gloria, chiusa tra gente rozza, in quel luogo selvatico.
Il tetro castello la impauriva: le grandi sale erano fredde e mute, soprattutto dopo che il padre e lamato fratello Scipione divennero esuli in Francia. Nel bosco che circondava il castello la fanciulla dovette vivere solitaria per alcuni mesi, mentre i suoi fratelli passavano, come tutti i signori del tempo, fra cacce e banchetti.
Dal castello si scorgeva la vetta del monte di Favale, e Isabella tentò comunque di fuggirne data la sua indole petrarchesca. Essendo amica di Antonia Caracciolo, forse si innamorò di suo marito, laffascinante Diego Sandoval de Castro, con il quale intraprese una fitta corrispondenza.
Nella sua camera, durante la notte nel 1546, i barbari fratelli, che avevano conosciuto le intenzioni della sorella, e soprattutto di Sandoval, piombano furibondi sopra linfelice Isabella e, a colpi di pugnale, pongono fine ai suoi miseri giorni.
(di P. Rescio)