Molte le curiosità di questa regione la cui storia è raccontata anche nei suoi numerosi castelli.

STORIE E LEGGENDE DEI CASTELLI DI BASILICATA
a cura di Pierfrancescio Rescio
Molte le curiosità di questa regione la cui storia è raccontata anche nei suoi numerosi castelli.
Molte le denominazioni
e quindi molti i manieri; dei più sono rimasti soltanto ruderi, o torri
isolate. In questo capitolo vogliamo suggerire la visita di quelli meglio
conservati e più interessanti.
PROVINCIA DI POTENZA
Avigliano-Lagopesole: se il castello di Melfi è il più
noto, Castel Lagopesole è il più bello, magico e misterioso ove aleggia
ancora lo spirito del grande Federico II. È l'ultimo dei castelli edificati
dall'Imperatore svevo, fra il 1242 e ili 250, quando morì. Andando da
Potenza verso il Vulture appare e scompare alla vista alto e solitario su di
una radura, splendido se illuminato dal sole.
La sua pianta rettangolare lo allontana però dall'esagono, figura classica
adottata nel periodo di Federico II. È diviso in due parti, una raccolta
intorno al cortile d'onore di rappresentanza; l'altra più legata ai fatti
d'arme, il mastio al centro. Per la sua posizione, sulla strada per la
Puglia, costituiva una sosta e un incremento alla caccia, grande passione
del re. Probabilmente, esisteva già prima di Federico II, visto che qui si
riconciliarono Papa Innocenze II con l'abate Rinaldo di Montecassino,
presente l'Imperatore Lotario II di Sassonia, al tempo della guerra contro
Buggero il Normanno.
Nel 1268 e nel 1294 vi soggiornò (e vi fece restauri) Carlo I d'Angiò. Nel
1416 passò alla famiglia Caracciolo, insieme a Melfi. Nel 1531 Carlo V lo
donò ai Doria. È stato museo provvisorio dei reperti salvati dal terremoto
e per più di un anno la sua mole rossiccia in bugnato calcareo ha ospitato
nelle varie stanze quadri e sculture, arte popolare e aulica, che lo hanno
reso una testimonianza fondamentale dell'anima e della storia lucane.
Brienza: l'abitato è dominato dai resti imponenti del
castello angioino rifatto nel 1571. Oltre al mastio cilindrico vi è una
semitorre circolare a metà della cortina muraria, con funzioni maggiormente
difensive. Appare comunque piuttosto rovinato dopo il terremoto dell'80.
Genzano di Lucania: in paese vi è il castello
settecentesco con primo impianto angioino, oggi sede del Municipio; nei
dintorni, castello di Monteserico (542 m) ove i Bizantini furono sconfitti
dai Normanni nel 1041. Fu ampliato dagli Svevi: si nota ancora
l'architettura con volta a botte. Nei sotterranei grotte preistoriche, prime
abitazioni dei monaci basiliani.
Lavello: il castello fu costruito in epoca sveva ma venne
rifatto nel 1600. Oggi vi ha sede il Municipio e un piccolo Antiquarium
civico.
Melfi: è senz'altro il castello più noto della regione.
Eretto dai Normanni, venne ampliato dagli Svevi e dagli Angioini. Qui nel
1231 Federico di Svevia promulgò le Constitutiones Augustales del Regno di
Sicilia. L'intervento angioino è caratterizzato dalla cortina esterna con
torri quadrate e poligonali, opera di Riccardo da Foggia. Oggi si nota
l'assenza di torri cilindriche e la forma della pianta (un quadrilatero
irregolare) è stata condizionata dalla morfologia del terreno.
Nel secolo XVI passò ai Doria che lo trasformarono soprattutto nel corpo
centrale. La parte scuderie, stallaggio e mortorio, angioina, immette alla
Sala del Trono e al sottostante Salone degli Armigeri. Oggi vi ha sede il
Museo nazionale del Melfese.
Moliterno: oltre ai notevoli resti del castello, molto
vivace appare il centro antico che lo circonda. Il mastio all'interno delle
mura è di epoca tardo longobarda; le due torri forse sono successive.
Muro Lucano: purtroppo dopo il terremoto dell'80, il
castello resta soltanto un ricordo di pietre e di ruderi.
Oppido Lucano: anche qui consistenti resti di un castello a
pianta irregolare inserito benissimo in un intrico di vicoli e angiporti.
Palazzo San Gervasio: il suo stesso nome ha origine dalla
domus di caccia di Federico II. Il castello, appunto, è stato rimaneggiato
ma vi si distingue il suo stile con due torrioni a punta quadrata, quattro
bifore e una trifora-loggiato. Di fianco un palazzotto dello stesso periodo
per le scuderie.
Pietragalla: come per Marsiconuovo nominiamo qui il Palazzo
Ducale degli Acquaviva perché notevole. È del '400, restaurato nel 1700.
Senise: il castello è del XIII secolo e lo si nota dalle
torri e dai merli. È stato però ristrutturato nel 1400.
Venosa: molto imponente e in ottimo stato il castello
aragonese che introduce alla cittadina, a guardia di una piazza di
interessante impianto urbanistico. Fu eretto nel 1470 da Pirro del Balzo che
conservò i caratteri difensivi del periodo angioino. Ricorda molto
Castelnuovo (o Maschio angioino) di Napoli. Nelle torri erano sistemate le
prigioni di cui ci restano iscrizioni alle pareti. Circondato da un profondo
fossato, ha anche un lungo ponte di accesso.
Provincia di Potenza:
1.1 Il Castello di Laurenzana
1.2 Il Castello di Lagonegro
1.3 Il Castello di Lavello
1.4 Il Castello di Brindisi di Montagna
1.5 Il Castello di Muro Lucano
1.6 Il Castello di Lagopesole
1.7 Il Castello di Lauria
1.8 Il Castello di Moliterno
1.9 Il Castello di Monteserico presso Genzano
1.10 Il Castello di Oppido Lucano
1.11 Il Castello di Pescopagano
1.12 Il Castello di Pietragalla
1.13 Il Castello di Potenza
1.14 Il Castello di Ruvo del Monte
1.15 Il Castello di Sant'Arcangelo
1.16 Il Castello di Saponara di Grumento
1.17 La Torre di Satriano
1.18 Il Castello di Trecchina
1.19 Il Castello di Venosa
1.20 Il Castello di Monticchio
1.21 Il Castello di Cancellara
1.22 Il Castello di Pietrapertosa
1.23 Il Castello di Campomaggiore
1.24 Il Castello di Cervarizza presso Palazzo S. Gervasio
1.25 Il Castello di Picerno
1.26 Il Castello di San Chirico Raparo
1.27 Il Castello di Castelmezzano
1.28 Il Castello di Melfi
1.29 Il Castello di Castelluccio S.
1.30 Il Castello di San Fele
1.31 Il Castello di Castelgrande
1.32 Il Castello di Balvano
1.33 Il Castello di Forenza
1.34 Il Castello di Rapolla
1.35 Il Castello di Agromonte
1.36 Il Castello di Gallipoli
1.37 Il Castello di Pietra Morella
1.38 Il Castello di Vitalba
1.39 Il Castello di Ripacandida
1.40 Il Castello di Casa del diavolo
1.41 Il Castello di Abriola
1.42 Il Castello di Acerenza
1.43 Il Castello di Anzi
1.44 Il Castello di Banzi
1.45 Il Castello di Baragiano
1.46 Il Castello di Ruoti
1.47 Il Castello di Torre degli Embrici
1.48 Il Castello di Piani di Federico
1.49 Il Castel Bellotto
1.50 Il Castello di Cisterna
1.51 Il Castello di Sasso di Castalda
1.52 Il Castello di Timpa Castelluccio
PROVINCIA DI MATERA
Bernalda: il castello del 1470 appare un po' tozzo ma tipico di quell'epoca. A erigerlo fu Bernardino de Bernardo - fondatore del paese - segretario della corte aragonese che con il castello fortificato dette il via alla costruzione di Bernalda che da lui prese il nome. Alcune fonti, comunque, dicono che il castello esisteva già con i Normanni, in più la base tronco-conica di una delle torri cilindriche induce a pensare che la costruzione sia invece angioina. In ogni caso esistono rimaneggiamenti e stratificazioni.
Ferrandina: castello di Uggiano, fortificazione militare bizantina risalente ai primi del IX secolo, preso e ricostruito dai Normanni agli inizi dell'XI secolo, divenne residenza signorile per la trasformazione operata da Jacopus de Astiliano nella prima metà del XIV secolo; fu distrutto dal terremoto nel 1456.
Irsina: il vecchio castello di Montepeloso (antico nome) era d'impianto normanno rimaneggiato in seguito da Federico di Svevia nel 1228. Oggi appare nell'aspetto cinquecentesco, diventato convento di S. Francesco. La cripta è stata ricavata dal fondo di una torre quadrangolare del castello del 1100.
Matera: verso i primi del '500 fu costruito il castello Tramontano dal nome del feudatario a cui la città era stata data da Ferdinando II. L'edificio domina la valle del fiume Bradano e presenta due torri cilindriche intervallate da un enorme torrione circolare. La forma è abbastanza rara all'epoca e ciò dipende dal fatto che il feudatario imitò il Maschio angioino di Napoli, inizialmente, ma non fece in tempo a finirlo poiché fu ucciso, probabilmente perché, proprietario della salina di Manfredonia e di un deposito cerealicolo a Barletta, dava ombra ai ricchi locali. Il curioso è che intorno al castello incompiuto oggi si stendono i nuovi rioni residenziali.
Miglionico: appare definito, il paese, dalla gran mole del castello. Detto del “Malconsiglio”, vi congiurarono i baroni contro il re di Napoli Ferdinando I d'Aragona nel 1481. Fu anche feudo di Ettore Fieramosca. Fu costruito dai Normanni nell'XI secolo e si scorge il loro stile nelle torri quadrate laterali; le torri cilindriche sono più tarde. All'interno appare rimaneggiato e diviso ma il fascino di questo castello possente, stabile e minaccioso, resta immutato.
Nova Siri: allo scalo, vicino al mare, bella la Torre Bollita, 1300.
San Mauro Forte: resta soltanto il mastio normanno rimaneggiato nel '400 e la torre con beccatelli a triplice mensola, una delle più conservate della regione.
Scanzano Ionico: piccolo ma davvero diverso dagli altri paesi, conserva il centro antico raccolto attorno al “Palazzaccio”, edificio padronale del 700, considerato dagli abitanti il castello.
Tricarico: sola superstite è la torre, altissima (30 metri e più) e cilindrica. Essa riporta ai caratteri morfologici dell'abitato difensivo tipico degli Angioini.
Valsinni: e concludiamo con il più dolce e il più poetico dei castelli. Lo si vede da ogni lato e da molti chilometri di distanza. Oggi appare di aspetto aragonese e la sua proprietaria più illustre è stata la poetessa Isabella Morra di Valsinni (1520-1545). Ma si sa che esisteva già in epoca medievale.
Provincia di Matera:
2.1 Il Castello di Grottole
2.2 Il Castello di Irsina
2.3 Il Castello di Matera
2.4 Il Castello di Bernalda
2.5 Il Castello di Miglionico
2.6 La Torre di S.Mauro Forte
2.7 Il Castello di Stigliano
2.8 Il Castello di Tricarico
2.9 Il Castello di Valsinni
2.10 Il Castello di Uggiano
2.11 Il Castello di Craco
2.12 Il Castello di Torre di Mare a Metaponto
2.13 Il Castello di Tursi
2.14 Il Castello di Montescaglioso
2.15 Il Castello di Policoro
2.16 Il Castello di Cirigliano
2.17 Il Castello di Scanzano
2.18 Il Castello di Pomarico
2.19 Il Castello di Calciano
2.20 Il Castello di Garaguso
2.21 Il Castello di Ferrandina
2.22 Il Castello di Colobraro
2.23 Il Castello di Oliveto Lucano
2.24 Il Castello di Nova Siri
2.25 Il Castello di Aliano
2.26 Il Castello di Rotondella
2.27 Il Castello di Girifalco
2.28 Il Castello di Picciano
2.29 Il Castello di Recoleta
2.30 Il Castello di Gannano
2.31 Il Castello di Torre Spagnola
2.32 Il Castello di S. Basilio
2.33 Il Castello di S.M. del Vetrano
2.34 Il Castello di S. Salvatore
2.35 Il Castello di Caputo
2.36 Il Castello di Santo Spirito
2.37 Il Castello di San Martino
2.38 Il Castello di Parco dei Monaci
2.39 Il Castello di Monteleone
2.40 Il Castello di Monacelle
2.41 Il Castello di Santa Candida
2.42 Il Castello di Venusio
2.43 Il Castello di S. Francesco
2.44 Il Castello di Isca del Ponte
2.45 Il Castello di Selva San Liogi
2.46 Il Castello di Monte Acuto
2.47 Il Castello di Pantano
2.48 Il Castello di Gattini
2.49 Il Castello di Gems
2.50 Il Castello di Tremiti di Sopra
2.51 Il Castello di Girogica
2.52 Il Castello di Pizzo Corvo