Chi sono i LuCaNi ?

Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti. Il lucano, più di ogni altro popolo, vive bene all’ombra. Dove arriva fa il nido, non mette in subbuglio il vicinato con le minacce e neppure i "mumciupì" con le rivendicazioni.
E’ di poche parole.
Quando cammina preferisce togliersi le scarpe, andare a piedi nudi. Quando lavora non parla, non canta.
Non si capisce dove mai abbia attinto tanta pazienza, tanta sopportazione.
Abituato a contentarsi del meno possibile si meraviglierà sempre dell’allegria dei vicini, dell’esuberanza dei compagni, dell’eccitazione del prossimo.

Lucano si nasce e si resta.
Gli emigranti che tornano dalla Colombia o dal Brasile, dall’Argentina o dall’Australia, dal Venezuela o dagli Stati Uniti, dopo quaranta anni di assenza, non raccontano mai nulla della vita che hanno trascorso da esuli.
Rientrano nel giro della giornata paesana, nei tuguri o nelle grotte, si contentano di masticare un finocchio o una foglia di lattuga, di guardare una pignatta che bolle, di ascoltare il fuoco che farnetica.
E di uscire all’aurora se hanno un lavoro o un servizio da compiere, uscire all’oscuro per tornare di notte.
Non si tratta di una vocazione alla congiura o alla rapina ma di una istintiva diffidenza verso il sole.
Dove c’è troppa luce il lucano si eclissa, dove c’è troppo rumore il lucano s’infratta.Non si fa in tempo a capire questo animale, a fare un passo di strada insieme, che già fugge alla svolta.

Per andare dove? Gli amici che hanno qualche dimestichezza coi lucani hanno capito la strategia, li fanno cuocere nel loro brodo.
C’è un tratto caratteristico dei lucani, un tratto sfuggito ai viaggiatori, da Norman Douglas a Carlo Levi, sfuggito ai benefattori, da Adriano Olivetti a Clara Luce, e forse agli stessi sociologi. Il lucano non si consola mai di quello che ha fatto, non gli basta mai quello che fa.

STORIE E LEGGENDE DEI CASTELLI DI BASILICATA

on Thursday 30 July 2009 - 15:13:34 | by admin
STORIE E LEGGENDE DEI CASTELLI DI BASILICATAa cura di Pierfrancescio RescioMolte le curiosità di questa regione la cui storia è raccontata anche nei suoi numerosi castelli.
Molte le denominazioni e quindi molti i manieri; dei più sono rimasti soltanto ruderi, o torri isolate. In questo capitolo vogliamo suggerire la visita di quelli meglio conservati e più interessanti.


PROVINCIA DI POTENZA
Avigliano-Lagopesole: se il castello di Melfi è il più noto, Castel Lagopesole è il più bello, magico e misterioso ove aleggia ancora lo spirito del grande Federico II. È l'ultimo dei castelli edificati dall'Imperatore svevo, fra il 1242 e ili 250, quando morì. Andando da Potenza verso il Vulture appare e scompare alla vista alto e solitario su di una radura, splendido se illuminato dal sole.
La sua pianta rettangolare lo allontana però dall'esagono, figura classica adottata nel periodo di Federico II. È diviso in due parti, una raccolta intorno al cortile d'onore di rappresentanza; l'altra più legata ai fatti d'arme, il mastio al centro. Per la sua posizione, sulla strada per la Puglia, costituiva una sosta e un incremento alla caccia, grande passione del re. Probabilmente, esisteva già prima di Federico II, visto che qui si riconciliarono Papa Innocenze II con l'abate Rinaldo di Montecassino, presente l'Imperatore Lotario II di Sassonia, al tempo della guerra contro Buggero il Normanno.
Nel 1268 e nel 1294 vi soggiornò (e vi fece restauri) Carlo I d'Angiò. Nel 1416 passò alla famiglia Caracciolo, insieme a Melfi. Nel 1531 Carlo V lo donò ai Doria. È stato museo provvisorio dei reperti salvati dal terremoto e per più di un anno la sua mole rossiccia in bugnato calcareo ha ospitato nelle varie stanze quadri e sculture, arte popolare e aulica, che lo hanno reso una testimonianza fondamentale dell'anima e della storia lucane.
Brienza: l'abitato è dominato dai resti imponenti del castello angioino rifatto nel 1571. Oltre al mastio cilindrico vi è una semitorre circolare a metà della cortina muraria, con funzioni maggiormente difensive. Appare comunque piuttosto rovinato dopo il terremoto dell'80.
Genzano di Lucania: in paese vi è il castello settecentesco con primo impianto angioino, oggi sede del Municipio; nei dintorni, castello di Monteserico (542 m) ove i Bizantini furono sconfitti dai Normanni nel 1041. Fu ampliato dagli Svevi: si nota ancora l'architettura con volta a botte. Nei sotterranei grotte preistoriche, prime abitazioni dei monaci basiliani.
Lavello: il castello fu costruito in epoca sveva ma venne rifatto nel 1600. Oggi vi ha sede il Municipio e un piccolo Antiquarium civico.
Melfi: è senz'altro il castello più noto della regione. Eretto dai Normanni, venne ampliato dagli Svevi e dagli Angioini. Qui nel 1231 Federico di Svevia promulgò le Constitutiones Augustales del Regno di Sicilia. L'intervento angioino è caratterizzato dalla cortina esterna con torri quadrate e poligonali, opera di Riccardo da Foggia. Oggi si nota l'assenza di torri cilindriche e la forma della pianta (un quadrilatero irregolare) è stata condizionata dalla morfologia del terreno.
Nel secolo XVI passò ai Doria che lo trasformarono soprattutto nel corpo centrale. La parte scuderie, stallaggio e mortorio, angioina, immette alla Sala del Trono e al sottostante Salone degli Armigeri. Oggi vi ha sede il Museo nazionale del Melfese.
Moliterno: oltre ai notevoli resti del castello, molto vivace appare il centro antico che lo circonda. Il mastio all'interno delle mura è di epoca tardo longobarda; le due torri forse sono successive.
Muro Lucano: purtroppo dopo il terremoto dell'80, il castello resta soltanto un ricordo di pietre e di ruderi.
Oppido Lucano: anche qui consistenti resti di un castello a pianta irregolare inserito benissimo in un intrico di vicoli e angiporti.
Palazzo San Gervasio: il suo stesso nome ha origine dalla domus di caccia di Federico II. Il castello, appunto, è stato rimaneggiato ma vi si distingue il suo stile con due torrioni a punta quadrata, quattro bifore e una trifora-loggiato. Di fianco un palazzotto dello stesso periodo per le scuderie.
Pietragalla: come per Marsiconuovo nominiamo qui il Palazzo Ducale degli Acquaviva perché notevole. È del '400, restaurato nel 1700.
Senise: il castello è del XIII secolo e lo si nota dalle torri e dai merli. È stato però ristrutturato nel 1400.
Venosa: molto imponente e in ottimo stato il castello aragonese che introduce alla cittadina, a guardia di una piazza di interessante impianto urbanistico. Fu eretto nel 1470 da Pirro del Balzo che conservò i caratteri difensivi del periodo angioino. Ricorda molto Castelnuovo (o Maschio angioino) di Napoli. Nelle torri erano sistemate le prigioni di cui ci restano iscrizioni alle pareti. Circondato da un profondo fossato, ha anche un lungo ponte di accesso.
Provincia di Potenza:
1.1 Il Castello di Laurenzana
1.2 Il Castello di Lagonegro
1.3 Il Castello di Lavello
1.4 Il Castello di Brindisi di Montagna
1.5 Il Castello di Muro Lucano
1.6 Il Castello di Lagopesole
1.7 Il Castello di Lauria
1.8 Il Castello di Moliterno
1.9 Il Castello di Monteserico presso Genzano
1.10 Il Castello di Oppido Lucano
1.11 Il Castello di Pescopagano
1.12 Il Castello di Pietragalla
1.13 Il Castello di Potenza
1.14 Il Castello di Ruvo del Monte
1.15 Il Castello di Sant'Arcangelo
1.16 Il Castello di Saponara di Grumento
1.17 La Torre di Satriano
1.18 Il Castello di Trecchina
1.19 Il Castello di Venosa
1.20 Il Castello di Monticchio
1.21 Il Castello di Cancellara
1.22 Il Castello di Pietrapertosa
1.23 Il Castello di Campomaggiore
1.24 Il Castello di Cervarizza presso Palazzo S. Gervasio
1.25 Il Castello di Picerno
1.26 Il Castello di San Chirico Raparo
1.27 Il Castello di Castelmezzano
1.28 Il Castello di Melfi
1.29 Il Castello di Castelluccio S.
1.30 Il Castello di San Fele
1.31 Il Castello di Castelgrande
1.32 Il Castello di Balvano
1.33 Il Castello di Forenza
1.34 Il Castello di Rapolla
1.35 Il Castello di Agromonte
1.36 Il Castello di Gallipoli
1.37 Il Castello di Pietra Morella
1.38 Il Castello di Vitalba
1.39 Il Castello di Ripacandida
1.40 Il Castello di Casa del diavolo
1.41 Il Castello di Abriola
1.42 Il Castello di Acerenza

1.43 Il Castello di Anzi
1.44 Il Castello di Banzi
1.45 Il Castello di Baragiano
1.46 Il Castello di Ruoti
1.47 Il Castello di Torre degli Embrici
1.48 Il Castello di Piani di Federico
1.49 Il Castel Bellotto
1.50 Il Castello di Cisterna
1.51 Il Castello di Sasso di Castalda
1.52 Il Castello di Timpa Castelluccio

PROVINCIA DI MATERA
Bernalda: il castello del 1470 appare un po' tozzo ma tipico di quell'epoca. A erigerlo fu Bernardino de Bernardo - fondatore del paese - segretario della corte aragonese che con il castello fortificato dette il via alla costruzione di Bernalda che da lui prese il nome. Alcune fonti, comunque, dicono che il castello esisteva già con i Normanni, in più la base tronco-conica di una delle torri cilindriche induce a pensare che la costruzione sia invece angioina. In ogni caso esistono rimaneggiamenti e stratificazioni.
Ferrandina: castello di Uggiano, fortificazione militare bizantina risalente ai primi del IX secolo, preso e ricostruito dai Normanni agli inizi dell'XI secolo, divenne residenza signorile per la trasformazione operata da Jacopus de Astiliano nella prima metà del XIV secolo; fu distrutto dal terremoto nel 1456.
Irsina: il vecchio castello di Montepeloso (antico nome) era d'impianto normanno rimaneggiato in seguito da Federico di Svevia nel 1228. Oggi appare nell'aspetto cinquecentesco, diventato convento di S. Francesco. La cripta è stata ricavata dal fondo di una torre quadrangolare del castello del 1100.
Matera: verso i primi del '500 fu costruito il castello Tramontano dal nome del feudatario a cui la città era stata data da Ferdinando II. L'edificio domina la valle del fiume Bradano e presenta due torri cilindriche intervallate da un enorme torrione circolare. La forma è abbastanza rara all'epoca e ciò dipende dal fatto che il feudatario imitò il Maschio angioino di Napoli, inizialmente, ma non fece in tempo a finirlo poiché fu ucciso, probabilmente perché, proprietario della salina di Manfredonia e di un deposito cerealicolo a Barletta, dava ombra ai ricchi locali. Il curioso è che intorno al castello incompiuto oggi si stendono i nuovi rioni residenziali.
Miglionico: appare definito, il paese, dalla gran mole del castello. Detto del “Malconsiglio”, vi congiurarono i baroni contro il re di Napoli Ferdinando I d'Aragona nel 1481. Fu anche feudo di Ettore Fieramosca. Fu costruito dai Normanni nell'XI secolo e si scorge il loro stile nelle torri quadrate laterali; le torri cilindriche sono più tarde. All'interno appare rimaneggiato e diviso ma il fascino di questo castello possente, stabile e minaccioso, resta immutato.
Nova Siri: allo scalo, vicino al mare, bella la Torre Bollita, 1300.
San Mauro Forte: resta soltanto il mastio normanno rimaneggiato nel '400 e la torre con beccatelli a triplice mensola, una delle più conservate della regione.
Scanzano Ionico: piccolo ma davvero diverso dagli altri paesi, conserva il centro antico raccolto attorno al “Palazzaccio”, edificio padronale del 700, considerato dagli abitanti il castello.
Tricarico: sola superstite è la torre, altissima (30 metri e più) e cilindrica. Essa riporta ai caratteri morfologici dell'abitato difensivo tipico degli Angioini.
Valsinni: e concludiamo con il più dolce e il più poetico dei castelli. Lo si vede da ogni lato e da molti chilometri di distanza. Oggi appare di aspetto aragonese e la sua proprietaria più illustre è stata la poetessa Isabella Morra di Valsinni (1520-1545). Ma si sa che esisteva già in epoca medievale.
Provincia di Matera:
2.1 Il Castello di Grottole
2.2 Il Castello di Irsina
2.3 Il Castello di Matera
2.4 Il Castello di Bernalda
2.5 Il Castello di Miglionico
2.6 La Torre di S.Mauro Forte
2.7 Il Castello di Stigliano
2.8 Il Castello di Tricarico
2.9 Il Castello di Valsinni
2.10 Il Castello di Uggiano
2.11 Il Castello di Craco
2.12 Il Castello di Torre di Mare a Metaponto
2.13 Il Castello di Tursi
2.14 Il Castello di Montescaglioso
2.15 Il Castello di Policoro
2.16 Il Castello di Cirigliano
2.17 Il Castello di Scanzano
2.18 Il Castello di Pomarico
2.19 Il Castello di Calciano
2.20 Il Castello di Garaguso
2.21 Il Castello di Ferrandina
2.22 Il Castello di Colobraro
2.23 Il Castello di Oliveto Lucano
2.24 Il Castello di Nova Siri
2.25 Il Castello di Aliano
2.26 Il Castello di Rotondella
2.27 Il Castello di Girifalco
2.28 Il Castello di Picciano
2.29 Il Castello di Recoleta
2.30 Il Castello di Gannano
2.31 Il Castello di Torre Spagnola
2.32 Il Castello di S. Basilio
2.33 Il Castello di S.M. del Vetrano
2.34 Il Castello di S. Salvatore
2.35 Il Castello di Caputo
2.36 Il Castello di Santo Spirito
2.37 Il Castello di San Martino
2.38 Il Castello di Parco dei Monaci

2.39 Il Castello di Monteleone
2.40 Il Castello di Monacelle
2.41 Il Castello di Santa Candida
2.42 Il Castello di Venusio
2.43 Il Castello di S. Francesco
2.44 Il Castello di Isca del Ponte
2.45 Il Castello di Selva San Liogi
2.46 Il Castello di Monte Acuto
2.47 Il Castello di Pantano
2.48 Il Castello di Gattini
2.49 Il Castello di Gems
2.50 Il Castello di Tremiti di Sopra
2.51 Il Castello di Girogica
2.52 Il Castello di Pizzo Corvo

LA BASILICATA

on Tuesday 23 December 2008 - 15:36:51 | by e107
LA BASILICATA

LA NOSTRA REGIONE

Può essere considerata un vero e proprio tesoro ancora da scoprire non solo per le bellezze naturali ma anche per le importanti tracce di civiltà preistoriche e per gli importanti resti delle civiltà greca e romana.
Il territorio è tutto un susseguirsi di catene montuose e colline fitte di boschi. Le pianure si limitano alla costa, frastagliata, ricca di insenature, grotte e spiaggette. Si affaccia sul Mar Tirreno e sul Mar Ionio.

Bagnata da due mari,lo Jonio e i Tirreno, montuosa, collinare e pianeggiante al suo interno, la Basilicata si offre ai suoi viaggiatori regalando il fascino delle sue bellezze naturali, della preistoria e della storia, delle tradizioni, del folklore e di una gastronomia semplice e genuina, tipicamente mediterranea.

MATERA, I SASSI.
Matera, la seconda città più antica del mondo, è sicuramente uno dei centri più belli e interessanti della Basilicata. Conosciuta in tutto il mondo per i suoi “Sassi”, patrimonio dell’UNESCO, è ricca di storia, cultura e folklore che raggiunge l’apice durante la festa della Madonna della Bruna del 2 luglio

IL PARCO NAZIONALE DEL POLLINO
Il massiccio del Pollino segna il confine con la Calabria. Nel versante lucano è caratterizzato da una rete fitta di corsi d’acqua che solcano le rocce, il torrente di Raganello, ad esempio, scorre in una gola ampia e profonda. Tra gli abitanti di queste pareti rocciose ci sono l’aquila reale e il gufo reale.
Nel Parco, inoltre sono presenti importanti formazioni vegetali tra cui primeggia il pino loricato i cui esemplari raggiungono i 900 anni d’età.

IL BRIGANTAGGIO
Il fenomeno del “brigantaggio” non fu semplicemente una nota folcloristica nella storia lucana. Gran parte della popolazione contadina appoggiava i briganti perché in loro vedeva dei liberatori dei pesanti disagi. La degenerazione del brigantaggio portò alla perdita di fiducia della popolazione stessa.
Oggi è possibile assistere ad una meravigliosa rappresentazione sul brigantaggio al parco storico naturale della Grancia.
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